SALOTTI
FOLOSOFICI

“Non si pensa mai da soli.” — Hannah Arendt

Nuovi modi per parlarsi e incontrarsi

Il Salotto Filosofico è uno spazio di incontro e dialogo, dove conoscere nuove persone, conoscere un po’ meglio se stessi e confrontarsi su temi significativi. La filosofia, con la sua arte del domandare, apre nuovi sguardi sulle cose e ci invita a vedere diversamente.

Premesse

Viviamo in un mondo che corre veloce, dove ciascuno insegue obiettivi, impegni, scadenze. In questo ritmo serrato diventa sempre più raro incontrare nuove persone o avere occasioni per parlare liberamente, senza uno scopo pratico o professionale. Mancano spazi in cui ritrovare spontaneità, autenticità, dialogo e gentilezza.

Eppure, l’essere umano continua ad avere bisogno di presenza: di sguardi, di sorrisi, di empatia, di relazioni che nutrono. Per questo il Salotto Filosofico nasce come uno spazio fisico, non virtuale, dove tornare a incontrarsi davvero.

Cos’è il Salotto Filosofico

Il Salotto Filosofico è un’occasione per conoscere nuove persone, ascoltare e confrontarsi su temi significativi in un clima di gentilezza e apertura. La filosofia, con la sua antica arte del domandare, ci invita a rallentare, a portare l’attenzione a ciò che spesso non vediamo e ad aprire nuovi sguardi sulle cose: non offre risposte definitive, ma crea lo spazio per interrogarsi, per vedere diversamente.

La creazione di questo format nasce dalla mia esperienza professionale, da anni di ascolto delle persone, dal lavoro con gruppi e aziende. Ho sentito forte l’esigenza di trovare uno spazio che potesse diventare un’occasione di riflessione su stessi e confronto con altre persone. Uno spazio dove sospendere il giudizio, farsi delle domande nuove, provare a smettere di dare per scontato cosa sia giusto o sbagliato, ma risvegliando la curiosità verso ciò che siamo veramente e verso ciò che ci circonda, non come qualcosa di definito e sempre uguale, ma sempre in evoluzione e movimento.

Il Salotto vuole essere proprio questo: uno spazio semplice e autentico dove il dialogo diventa occasione di auto-conoscenza e di incontro.

Salotti filosofici su richiesta e a domicilio

Il Salotto Filosofico può essere organizzato ovunque: basta un luogo tranquillo, informale, dove sedersi in cerchio e parlare con calma.

È un’opportunità per chi desidera un nuovo modo di stare insieme, per facilitare la conoscenza tra persone che non si conoscono o per approfondire e migliorare le relazioni all’interno di un gruppo già esistente.

Può essere proposto:

  • in famiglia
  • in un gruppo di lavoro
  • a scuola
  • in un’associazione
  • tra amici o colleghi

Oltre ai temi dei salotti già presentati, possiamo scegliere insieme un nuovo tema che rispecchi gli interessi del gruppo, trasformando l’incontro in un’occasione preziosa per conoscere meglio se stessi e gli altri.

Metodologia

  • Si parte da un tema scelto per la serata.
  • Una breve introduzione filosofica accompagna i partecipanti dentro l’argomento.
  • Seguono letture di citazioni, brani o spunti tratti da libri e film.
  • Ogni citazione è accompagnata da alcune domande che invitano a riflettere su ciò che si pensa e si sente rispetto al tema.
  • Ogni partecipante riceve un foglio per annotare le proprie risposte: non c’è alcun obbligo di condivisione.
  • La partecipazione è libera e aperta a tutti, senza limiti di età, formazione, cultura o orientamento.
  • Durata: 1 ora e mezza – 2 ore

Tematiche

1. La nostra perfetta imperfezione

Il mito della perfezione, il bisogno di fare la cosa giusta, aspettative, proiezioni e incombenze, tante cose fa fare, da pensare, da pianificare. Tante, talvolta troppe, soprattutto se sovraccaricate dalla paura di sbagliare, dalla paura di essere sbagliate/i, dai sensi di colpa, dalla poca fiducia di sé. Sentirsi troppo spesso inadeguati. Nel rincorrere la vita perfetta, ci perdiamo la bellezza, il senso di quello che facciamo, il piacere delle piccole cose, il piacere di noi.

A volte semplicemente dovremmo imparare a fare pace con noi stessi, smettere di combattere quella parte di noi che ci appare come non perfetta e performante, smettere di volere l’approvazione di chi ci circonda, accettare l’imprevedibilità della vita e i suoi cambiamenti. Imparare ad avere più fiducia di chi siamo. Scoprire nella spontaneità e semplicità di ciò che ci regala il sorriso, di ciò che ci fa essere in pace con la nostra perfetta imperfezione.

Tutte le risposte di cui abbiamo bisogno le possiamo trovare solo guardandoci dentro. Questo è il viaggio più impervio e incredibile, quello dentro di noi, alla scoperta di chi siamo, perfettamente imperfetti, ma continuamente in movimento, continuamente in cammino.

2. Salotto filosofico Come mi parlo e come parlo agli altri

Che tono utilizzo quando parlo con me? So essere gentile, comprensiva/o o tendo ad essere giudicante e severa/o?

Quanto spesso mi rimprovero, tendo a darmi ordini, direttive o divieti?

Quanto so essere sincera/o con me?

Quanto so ascoltare, ma soprattutto ascoltarmi?

Quanto la leggerezza è presente nel dialogo con me?

C’è un dialogo fatto per informare, per passare informazioni, ma c’è un dialogo fatto per formare, per conoscersi, per capirsi. Il modo in cui mi parlo stabilisce che tipo di relazione ho con me e quanto questa, senza rendermene conto, influenzi le relazioni con gli altri.

Durante l’incontro grazie a semplici esercizi utilizzeremo la filosofia per conoscerci meglio per scoprire come ci parliamo, quanto riusciamo ad ascoltare ed ascoltarci ed essere sinceri imparando ad usare la gentilezza, oltre che con gli altri anche con noi.

3. Salotto filosofico – L’importanza dell’errore

“L’errore è un insegnante straordinario, ma solo se siamo disposti ad ascoltarlo”

Un incontro aperto a tutti per riscoprire l’errore come occasione di crescita e creatività. In un clima conviviale e di confronto, esploreremo insieme come gli sbagli possano diventare esperienze preziose, capaci di insegnare e trasformare. Vivere l’errore come spunto, strumento, come atto necessario per crescere, senza vergogna, sensi di colpa o negazione. Sbagliare non significa essere sbagliati. Liberarsi dal peso della performance per dare valore all’imperfezione come un segno di umanità, di crescita e di nuove possibilità di bellezza.

4. Salotto filosofico – La bellezza come cura

La bellezza non è necessaria né un dovere, non risponde a una funzione, eppure esiste. Fortunatamente esiste. Filosofi, poeti e religiosi l’hanno riconosciuta come nutrimento dell’anima, elevazione dello spirito, apertura al sacro. Platone la descrive come via privilegiata verso il bene, François Cheng come respiro vitale che cura le ferite interiori e restituisce fiducia nell’esistenza.

Guardare qualcosa di bello ci richiama, ci risuona dentro, risvegliando la parte migliore di noi: un desiderio di espansione, di pienezza, di fioritura. In questo salotto filosofico esploreremo insieme la bellezza come gesto quotidiano di cura, capace di trasformare fragilità in armonia e di aprire spazi di autentica relazione.

5. Salotto filosofico - L’amicizia verso se stessi.

Seneca scrive: “Chi è amico di sé stesso non sarà mai solo”, ricordandoci che la relazione più importante e duratura è quella con noi stessi. Eppure, spesso non ci investiamo, la diamo per scontata, perdendo curiosità e attenzione verso noi stessi. Essere amici di sé significa accogliere fragilità e limiti con benevolenza, significa restare solidali nonostante gli errori, nonostante le cadute. Quanto mi conosco, quanto sono gentile con me, quanto sono sincero e mi fido di me stesso? Queste saranno alcune delle domande a cui proveremo a dare risposta. Questo incontro è un invito a riscoprire l’attenzione verso di sé come gesto di amicizia. La più duratura delle relazioni è quella con noi stessi, imparare a prendersene cura è un atto di amore.

6. Salotto filosofico - Dalla conoscenza di sé all’amore di sé: un esercizio quotidiano

La vita è un viaggio fatto di cambiamenti, imprevisti e nuove rotte. Eppure, tra impegni, responsabilità e aspettative del mondo circostante, quanto davvero conosciamo chi siamo? Quanto siamo sinceri con noi stessi, quanto ci fermiamo a chiederci chi siamo — non una sola volta, ma più volte, perché continuiamo a cambiare ed evolvere? Conosciamo i nostri desideri, i nostri talenti, i nostri punti di forza e di fragilità?
Conoscersi significa imparare ad ascoltare la propria voce interiore, il proprio corpo, distinguere ciò che ci appartiene da ciò che ci è stato “imposto”. È un percorso che attraversa la luce e l’ombra, che ci invita a sospendere il giudizio e ad accogliere la nostra vulnerabilità come parte della nostra unicità. L’amore di sé non è un atto di egoismo, ma un gesto di responsabilità. È qualcosa che si impara giorno dopo giorno: amare sé stessi significa riconoscersi la libertà di essere ciò che siamo, al di la della paura di sentirsi sbagliati, inadeguati.

7. Salotto filosofico - Il tempo della fretta

Il mondo corre. Corre ad una velocità che spesso non coincide con il nostro passo, con i nostri bisogni, con il nostro ritmo interiore. Ci sentiamo trascinati, come se dovessimo sempre rincorrere qualcosa, senza sapere bene cosa. Il senso del dovere, le responsabilità, gli impegni guidano le nostre giornate e per non sentirci svuotati cerchiamo di riempire anche il nostro tempo libero con altre attività che ci gratifichino e ripaghino dei tanti sacrifici che facciamo.

Che rapporto hai con il tempo?

Quanto tempo passiamo a pensare al passato o preoccuparci per il futuro, dimenticando l’adesso?

8. Salotto filosofico - Cosa ci rende umani, cosa ci fa restare umani?

In un tempo in cui la medicina compie miracoli, l’intelligenza artificiale evolve a ritmi vertiginosi e le innovazioni tecnologiche promettono di superare ogni limite, è importante tornare a chiederci chi siamo. Non come dispositivi cognitivi, né come ingranaggi sociali, ma come esseri umani — con caratteristiche specifiche, con limiti, bisogni, potenzialità da custodire.

Ma se, emulando il mondo della tecnica, stessimo perdendo di vista il bello di essere umani?

Ma forse ciò che non ci rende umani è proprio la distanza. La distanza dagli altri, dagli animali, da noi stessi. È la distanza che ci permette di infliggere sofferenza senza sentirla, di ignorare l’altro come se non ci riguardasse. È la distanza che ci fa vivere in guerra — con gli altri, con il mondo, con noi stessi.
Restare umani è questo: non perdere il contatto. Non rendere accettabile l’inaccettabile solo perché infinitamente distante da noi. È mantenere vivo il sentire, il vedere, la curiosità di conoscere. È restare connessi — con la vita, con l’altro, con noi stessi.

9. La gioia: un allenamento quotidiano

La gioia non è un’emozione passeggera, ma una forza vitale. È un sentimento da allenare ogni giorno, come un muscolo invisibile: richiede presenza, gentilezza e un pizzico di coraggio.

Non nasce per caso, né si manifesta solo nei momenti perfetti. La gioia è il frutto di un cammino interiore, di una filosofia della liberazione che ci aiuta a uscire dalle trappole mentali, emotive e spirituali che ci fanno credere che per stare bene tutto debba essere sotto controllo.

E per iniziare, a volte basta semplicemente farsi le giuste domande. Non tanto su ciò che è giusto o sbagliato, ma su ciò che sentiamo vero, autentico, buono per noi.

10. Salotto filosofico - La versione migliore di me

Essere in armonia accordando ciò che penso, ciò che sento e ciò che sono.

Quanto mi conosco e quanto accolgo i mei talenti, i miei bisogni e i miei lati ombra?

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere, ma vivere come? Sotto la pressione o guidati dalla nostra parte più profonda?

Come trovare l’armonia tra i devo, i voglio e il mio essere.

Come riconosco cosa mi nutre, come scelgo e come faccio fiorire le esperienze vissute. Come rileggo la mia vita da una prospettiva evolutiva, dove oltre alla mente e al corpo do spazio alla mia anima, ricordandomi che sono uno. È facendo il mio meglio, non essendo il migliore, che do spazio al progetto della mia anima. Per portare la versione migliore a me e al mondo.

11. Salotto filosofico: Le forme dell'amore: dall’amore di sé all’amore per l’altro.

Pensando all’amore la prima caratteristica è il movimento, l’amore è tutto meno che immobilità, l’amore è vita, è mistero. Partendo dal Simposio di Platone leggeremo alcuni semplici e illuminanti passi sulla natura dell’amore.

Le forme dell’amore sono molteplici, toccano parti di noi, toccano noi. Ci raggiungono nel profondo, talvolta senza chiedere il permesso con furore, con dolcezza mentre ci mostrano chi è l’altro, svelano chi siamo noi.

Elena Paccagnella Consulente Filosofico

Chi sono

La vita è creatività in movimento

La ricerca di senso è un tratto distintivo del mio essere. Amo accompagnare le persone nell’incontro con se stesse, lasciando fuori i giudizi, ridimensionando le paure, accettando i cambiamenti e mettendo in luce i talenti, spesso non visti o dimenticati che ogni persona possiede. Non esiste un’unica ricetta per il ben-essere, ma esiste la propria ed è proprio quella che io voglio andare a scoprire, nel rispetto dell’unicità che ci accomuna.

Sono laureata in Filosofia a Padova e mi occupo di consulenza filosofica da 18 anni. Ho approfondito la mia formazione in Olanda e continuo a seguire numerosi corsi per lo sviluppo della persona, neuroscienze, marketing e comunicazione, convinta che la vera formazione debba essere continua. Organizzo cafè philo, vacanze filosofiche e seminari.

Dal 2004 mi occupo di marketing e comunicazione. Ho lavorato per primarie aziende nazionali e multinazionali nell’ambito della comunicazione e del marketing strategico. Dal 2016 lavoro come libera professionista, sviluppo progetti di consulenza filosofica aziendali abbinati al marketing e alla comunicazione, oltre che sviluppare progetti sociali ed eventi.

Formazione

Laureata in filosofia a Padova s’interessa di consulenza filosofica da circa 16 anni. Dal 2008 Socia professionista “Phronesis” Associazione per la Consulenza filosofica.

Socia e formatrice Pragma. Svolge attività di consulenza individuale e per organizzazioni.

Elena Paccagnella Consulente Filosofico

Chi sono

La vita è creatività in movimento

La ricerca di senso è un tratto distintivo del mio essere. Amo accompagnare le persone nell’incontro con se stesse, lasciando fuori i giudizi, ridimensionando le paure, accettando i cambiamenti e mettendo in luce i talenti, spesso non visti o dimenticati che ogni persona possiede. Non esiste un’unica ricetta per il ben-essere, ma esiste la propria ed è proprio quella che io voglio andare a scoprire, nel rispetto dell’unicità che ci accomuna.

Sono laureata in Filosofia a Padova e mi occupo di consulenza filosofica da 18 anni. Ho approfondito la mia formazione in Olanda e continuo a seguire numerosi corsi per lo sviluppo della persona, neuroscienze, marketing e comunicazione, convinta che la vera formazione debba essere continua. Organizzo cafè philo, vacanze filosofiche e seminari.

Dal 2004 mi occupo di marketing e comunicazione. Ho lavorato per primarie aziende nazionali e multinazionali nell’ambito della comunicazione e del marketing strategico. Dal 2016 lavoro come libera professionista, sviluppo progetti di consulenza filosofica aziendali abbinati al marketing e alla comunicazione, oltre che sviluppare progetti sociali ed eventi.

Formazione

Laureata in filosofia a Padova s’interessa di consulenza filosofica da circa 16 anni. Dal 2008 Socia professionista “Phronesis” Associazione per la Consulenza filosofica.

Socia e formatrice Pragma. Svolge attività di consulenza individuale e per organizzazioni.

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